Vincenzo Noto

 

 

LA GUERRA PER L'ACQUA

 

Penso che non ci sia bisogno di nessun commento per cogliere la gravità della situazione in cui versa l’Africa per il problema dell’acqua sia potabile che per usi irrigui. Le foto che seguono sono state scattate da me nel corso della mia ultima visita alla parrocchia di Ilula nella diocesi di Iringa in Tanzania, dove opera un missionario siciliano della diocesi di Nicosia, don Filippo Mammano.

Stavo andando in jeep da Ilula verso Ikuwala per un sopralluogo nei locali della nuova chekechea (asilo) che dovevamo inaugurare qualche giorno dopo, ma non ho resistito alla tentazione di fermarmi per scattare qualche foto dinnanzi ad una situazione per la quale, ripeto, non ci sono parole adeguate. Tra la polvere si intravedeva un carretto tirato da due asini piccoli e macilenti, fermo nel greto di un torrente ormai asciutto da tempo. e tre o quattro donne che scavano con le mani in attesa di qualche zampillo d’acqua mista a fango che raccoglievano con una ciotola e versavano in dei secchi di plastica.

Non tutte avevano la fortuna degli asini perché c’era pure chi poi il secchio se lo metteva sulla testa e lo portava in perfetto equilibrio per qualche chilometro sino alla capanna. In tutta quell’area non esistono pozzi d’acqua e trovarne un secchio è una grossa fatica per tutti. Il problema ha risvolti molto più ampi perché tutta l’Africa manca sostanzialmente dell’acqua e, quella poca che c’è, bisogna contenderla a volte anche agli animali che dai pastori vengono portati nei piccoli torrenti.

Non per nulla si comincia a pensare che le prossime guerre locali potrebbero avere come causa scatenante la ricerca d’acqua. Come si può pensare che questa gente riesca a liberarsi dalle malattie quando non ha acqua né per lavarsi né per bere?

Ovviamente sarebbe possibile fare delle ricerche per individuare sorgenti d’acqua, ma ci vogliono i soldi per i sondaggi che sono particolarmente costosi per la mancanza di attrezzature e di personale adeguatamente preparato. Ho conosciuto un gruppo di missionari laici canadesi che girano per le missioni solo con l’impegno di scavare pozzi. Un annuncio del vangelo veramente carico di salvezza.

Chissà che qualcuno dalle nostre parti non pensi che oltre a costruire scuole, chiese e ospedali sia anche utile scavare pozzi per trovare l’acqua e voglia contribuire alle spese. Si può sempre contattare padre Filippo Mammano a questo indirizzo: Missione cattolica Ilula, P.O. Box 47, Mazombe, Ira (Tanzania) tel. 338 6530156.

 

 

 

progetto: SoMigrafica 2009