Vincenzo Noto

 

 

LA GENTE NON MANGIA CULTURA

 

 

Con questa scellerata frase, l’attuale Ministro dell’economia ha liquidato le osservazioni del Ministro dei Beni Culturali che lamentava l’ennesima sforbiciata al suo Ministero.

Una tale frase detta da un Ministro della Repubblica non è solo sconcertante ma anche preoccupante:

sconcertante perché come recita il “Dizionario della Lingua e della Civiltà Italiana”, per “cultura” si intende “consapevolezza, intellettuale e morale, di sé, del proprio posto e dei propri diritti e doveri rispetto alla società e all’umanità, della propria condizione storica, fondata su una personale elaborazione delle esperienze dirette e indirette.” Concetto, mi sembra, abbastanza chiaro che non necessita di ulteriori spiegazioni, ma da non confondere e relegare nell’angusta definizione di nozionismo, erudizione specialistica o indottrinamento;

preoccupante perché solo i governi dittatoriali possono auspicare un Paese ignorante e quindi non pensante, aduso ad obbedir tacendo per leggi imposte dall’autoritarismo tipico delle peggiori dittature.

La cultura è l’essenza della nostra stessa vita, della nostra identità come persone e come cittadini di un Paese civile e democratico. Non nutre il corpo, è vero, ma la mente la cui crescita intellettuale è importante al pari della crescita biologica dell’individuo.

Senza andare troppo indietro nella storia, già alla fine del ’700 il matematico Condorcet sosteneva che “l’istruzione abbassa le incertezze” e che la scuola doveva essere gratuita e aperta a tutti. Questo è ciò che dovremmo ricordare, soprattutto oggi, ai tempi del Ministro Gelmini, per impedire che la crisi economica travolga anche valori universali irrinunciabili come la libertà e l’autodeterminazione individuale.

 

Anna Turdo

 

 

progetto: SoMigrafica 2009