Ho votato Orlando al primo turno e ripeterò il voto per Orlando – sindaco al ballottaggio di Domenica.
L’antica amicizia personale non è l’unico né il principale motivo della scelta e neppure si tratta di preferire il cattivo o il mediocre conosciuto rispetto al buono a conoscersi.
Ma anche la frontiera greco-turca
è una emergenza.
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Seconda lettera ai
fratelli marsalasi No, un sindaco non vale l’altro!
In questi ultimi giorni di campagna elettorale per l’imminente ballottaggio tra i due candidati a sindaco della nostra cara città, tre affermazioni non mi sento di condividere e quindi li disapprovo pubblicamente. - Più di qualcuno mi ha detto: “tra i due candidati c’è poco da scegliere. E poi un sindaco vale l’altro!”. Non è assolutamente vero. Per Marsala e per i marsalesi occorre un sindaco che si dedichi completamente al bene della comunità. Non abbiamo bisogno di un sindaco-imprenditore, ma di un sindaco che si spenda quotidianamente e con disinteresse per il progresso dei suoi concittadini. Un sindaco che non deve rispondere a una lobby o a qualche consorteria deviata, ma unicamente alla collettività e ad i suoi problemi più urgenti. Un sindaco che parli (anche le parole manifestano da che parte stai!) contro la pericolosità della mafia e contro ogni connivenza con coloro che già si sono macchiati di gravi reati. Un sindaco che affermi chiaramente di combattere gli sprechi (consulenze e contributi a pioggia) e gli appoggi ad “amici e parenti” nel gestire la cosa pubblica. - Qualche conoscente mi ha telefonato allarmato: “Hai proposto Saladino come assessore, al candidato Ombra”. Assolutamente no. Ognuno è libero di fare le sue scelte: il candidato Ombra e il Saladino. L’importante è di non sentirsi autorizzati a dire che si rappresenta i cattolici marsalesi e neppure gli Enti e i volontari che da anni s’impegnano per le persone in difficoltà che risiedono a Marsala. I cattolici marsalesi e i tanti volontari sanno a chi dare la loro fiducia, al di là di qualsivoglia strumentalizzazione o di un uso distorto dell’appartenenza ecclesiale o dell’impegno civico portato avanti. Comunque ritengo che una persona deve schierarsi prima della competizione elettorale. Non si può fare prima l’arbitro e poi si diventa giocatore di una squadra! - Un parente mi ha comunicato: “Mi dispiace, ma non andrò a votare una seconda volta!”. Gli ho risposto che disinteressarsi della cosa pubblica significa anzitutto non pensare al proprio bene e a quello dei propri figli. Non andare votare significa affermare che altri decidono anche al posto mio. Andare a votare invece è più di ogni altra cosa un segno di rispetto per chi, lottando e sacrificando a volte anche la propria vita, ha ottenuto questo importantissimo diritto. Personalmente andrò sempre a votare perché valuto la democrazia rappresentativa - quindi pure il voto popolare - la forma migliore per governare i popoli e comunità.
Fraterni saluti. d. Francesco Fiorino (francesco.std@gmail.com)
Marsala, 16 maggio 2012
PRIMA Lettera aperta dei sacerdoti della Città di Mazara del Vallo ai cittadini ed ai responsabili della cosa pubblica
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“La disgrazia attuale della chiesa è il paganesimo dell’immensa massa cattolica”. (Il vangelo della gioia di Louis Evely). Quanto tempo è passato, caro Louis, dal tuo gioioso libro e ancora oggi così attuale. Non siamo più luce. Continua...
IL LAVORO? QUESTO SI
CHE E’ UN PROBLEMA![]()
Soprattutto in Sicilia non è stato mai facile trovare un lavoro nemmeno per chi ha svolto un corso di studi regolari ed ha anche conseguito la laurea. Di solito i figli di famiglie già solide economicamente hanno avuto più ... Continua
Lettera aperta al Presidente della Repubblica,
al Ministro dell’Interno e al Ministro della Cooperazione internazionale
Illustrissime Autorità,
l’ultimo tentativo di sbarco di 41 migranti a Mazara del Vallo, intercettato da una unità navale della Guardia di Finanza, conferma che le nostre coste tra Marsala e Mazara del Vallo risultano uno dei luoghi principali per cercare “miglior vita” ... Continua
MIGRAMED 2012: DIALOGO TRA LE SPONDE
ELEZIONI AMMINISTRATIVE, UN MESSAGGIO
MONTI, UN CONSENSO CHE NON C’E’ PIU’
Tutti gli organi di informazione, telegiornali Rai compresi, ci informano momento per momento del consenso degli italiani al governo del professor Mario Monti. Ed è sotto gli occhi di tutti che questo consenso, non nato nelle urne elettorali, diminuisce vistosamente giorno dopo giorno, mentre passa nell’opinione pubblica l’idea che questo governo faccia gli interessi dei più ricchi. Probabilmente non è così, ma questa è l’idea che si fa strada in vasti settori della popolazione italiana mai tenera con chi governa.
Anche Monti, che poi non ha una grande capacità di dialogare con l’opinione pubblica mantenendo senza sua colpa un atteggiamento professorale che gli si addice da sempre, è finito nel tritacarne di un’opinione pubblica severa nei confronti di chi governa. I partiti hanno un bel dire che questo governo durerà sino alle prossime elezioni che dovrebbero tenersi a scadenza normale, ma nessuno crede a questa strategia buonista, mentre si fa strada la prospettiva concreta che andremo a votare in autunno.
Ed anche la Sicilia, travolta dalle vicende giudiziarie del suo presidente, Raffaele Lombardo, sembra avviata ad una consultazione elettorale per il rinnovo di Sala d’Ercole sede del parlamento regionale. Lombardo finito nel tritacarne giudiziario ha fatto sapere che è pronto a dimettersi se le cose prenderanno una piega contraria a lui e tutto fa pensare che ci avviamo ad uno scioglimento anticipato ( e non è la prima volta) di un parlamento che i siciliani non sembrano apprezzare più di tanto. Tutt’altro.
Questo mentre molti lavoratori perdono il posto di lavoro perché le aziende chiudono e le prospettive non sono affatto rosee per nessuno. E mentre le statistiche ufficiali ci dicono che si riducono ogni giorno di più i consumi con gravi prospettive sull’intero sistema produttivo.
Monti Di una cosa possiamo essere sicuri: ci avviamo verso una fase recessiva le cui conseguenze non è dato prevedere proprio per la complessità di una situazione economica nazionale ed internazionale che rischia di sfuggire di mano a quanti hanno responsabilità istituzionali per l’intero sistema Paese.
Vincenzo Noto
UNA CRISI CHE LASCERA’ IL SEGNO
ACQUISTO CITTADINANZA PER MATRIMONIO
Il Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, con direttiva del 7 marzo 2012 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 96 del 24 aprile scorso, ha disposto che sono attribuiti alla competenza del Prefetto l’accoglimento dell’istanza di acquisto della cittadinanza iure matrimonii presentata dal coniuge straniero legalmente residente in Italia e il suo eventuale diniego per i motivi di cui alle
lettere a) e b) dell’art. 6 della legge 91/19921.
Qualora il coniuge straniero abbia la residenza all’estero, l’organo competente a conferire o rifiutare la cittadinanza è il Capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione.
La direttiva si applicherà a partire dal 1° giugno 2012 .




















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